martedì, 05 agosto 2008

C'è modo e modo di far le cose, c'è modo e modo di far teatro. Rispetto a tecniche, a obiettivi, a interazione col pubblico, all'estetica che si vorrebbe mettere in pratica, al tipo di infanzia che si è vissuta... 

Agosto per noi è il mese del teatro per antonomasia: il mese in cui siamo stati in scena per la prima volta, il mese in cui Novara era - e spero sia ancora per lungo lungo tempo - un teatro naturale.
Così anche quest'anno.
Col Teatro dei Venti andremo al Fringe Festival di Edimburgo a presentare MalaParata - spettacolo di strada itinerante. La modalità del teatro di strada praticato da un gruppo che fa ricerca teatrale in un festival internazionale con un gradissimo respiro e un grande impatto commerciale: un bel miscuglio, dal quale possono nascere interessanti interazioni, e un esito molto fecondo.

Poi dal 12 saremo in patria, purtroppo solo per qualche giorno, ma tra la processione del 15, l'incontro con amici e parenti, i giri tra le vaelle, avremo modo di tornare in "sede", alla sorgente. E non è poco!

Esistono tantissime modalità. Noi ancora abbiamo la bussola pazza che gira da un punto cardinale all'altro cercando il nord per andare all'opposto. Ascoltiamo, aspettiamo, intanto torna agosto. Bene!

Per Spartiventu "il teatro è una piazza dove la gente si porta le sedie da casa e dice 'che c'è stasìa'?"
Poi ogni modalità è benaccetta, se si riesce a digerire - c'è chi non digerisce il peperone, c'è a chi resta sullo stomaco giusto quell'insalatina di tutto un pranzo luculliano, c'è chi i sassi manco li sente.

Buon agosto a tutti i teatranti del mondo.

Segnalo il resoconto di viaggio di Zero Teatro -altre modalità, altre sorgenti...oh si- per l'Est Europa
http://zeroteatro.it/pagine/viaggiocontinuo.htm

postato da: raccuiottu alle ore 19:56 | Permalink | commenti
categoria:dallottobre teatrale allagosto
giovedì, 03 luglio 2008

Tanto, ma tanto tempo fa a Novara, che all'epoca forse ancora si chiamava Noa, c'era un grande albero di Noce cresciuto in una piccola rada ai piedi della rupe del Castello, nel luogo più ventoso che ci fosse, dove tutti i venti s'incontravano per soffiare e soffiare, Spartiventu.
Quel Noce portentoso era così possente e rigoglioso che tutte le streghe del paese si radunavano sui suoi rami per celebrare i loro festini, i loro sabba, per chiacchierare, per liberarsi dai vincoli di casa-marito, scambiarsi consigli su come cucinare la gallina ripena o su i migliori decotti contro i dolori del corpo e dell'anima.
Le streghe per salire sui rami più alti pronunciavano una formula che suonava all'incirca così: "ventu forti ventu portimi supra a nuggià i Spartiventu" e venivano ascese alla frondosità protettiva del loro albero.
Durante le loro feste, le loro cene, avevano solo un vincolo da rispettare: non portare con loro, nè chiedere mai del sale. Ma una notte particolarmente festosa, in cui i forti venti avevano fatto danzare le strege, una giovane in groppa a un grosso maiale, dovendo mangiare un uovo sodo chiese se qualcuna avesse del sale per insaporirlo.
A quel punto il tabù era stato rotto, così i venti, che poco prima le avevano scompigliate, scherzate, fatte volare, cominciarono a urlare con soffi furibondi. Le streghe furono strappate dai loro rami e scaravantate con mulinelli vorticosi verso i quattro angoli della terra.

Il Noce fu tagliato e con la legname ci fecero le porte, i banchi e gli scranni della Matrice.



Spartiventu Teatro?
Cos'è Spartiventu?
Attualmente è un monoTeatro. Il teatro immaginario e nemmeno tanto concettualizzato di una persona fisica che risponde al nome di Salvatore, o di Turillu u Raccuiottu, o di me medesimo, o di ei tu testa chi frisca.
Spartiventu è anche un'attesa, è un luogo (fisico e dell'anima), è un richiamo, un bando, una formula (ventu forti ventu portimi supra a nuggià i Spartiventu).
Mi fermo a Spartiventu - piazza Duomo, Novara di Sicilia (Me) e aspetto il ritorno delle streghe dai 4 angoli della terra.
Mentre aspetto accumulo incontri, scambi, letture, pinsè, refurtiva, materiale di riporto, sgombero cantine, visioni poetiche, visioni mistiche, retrovisioni.

Cercasi streghe femmina, ma pure streghe maschi, o stregoni teatrali.
Importante: non è necessario andare a Novara di Sicilia per trovare Spartiventu Teatro, ma badate bene che ovunque siate per arrivarci dovete imboccare via Duomo - se venite d'a cantuea da chiazza - proseguire sempre dritto, superare la bottega di Nuccio Patata, u furnu i Cucinotta, e arrivati in Piazza Duomo - magari dopo essersi seduti sulla scalinata pronunciare la formula...ventu forti ventu...

Intanto siamo a questo. Unni rivammu mittimmu un chiovu.

postato da: raccuiottu alle ore 11:40 | Permalink | commenti
categoria:dove si va da qui